Monete dei videogiochi: l'UE vuole il prezzo in euro
Gemme, diamanti, crediti: nei giochi che usano i tuoi figli non si paga in euro, e capire quanto si spende è difficile apposta. L'Europa ha messo sotto esame nove aziende, fra cui quelle di Candy Crush e Minecraft. Per ora nei giochi non cambia niente, ma tu puoi fare due cose già stasera.
Arriva l'estratto conto e c'è una riga che non ti torna: 49,99 euro all'App Store. Chiedi in giro e salta fuori che tuo figlio ha comprato un pacco di gemme. Lui giura di aver speso "solo 800 gemme". Ha ragione lui: nel gioco il prezzo era in gemme, non in euro.
È proprio questo il punto su cui l'Europa ha deciso di intervenire.
Cosa è successo
Il 30 settembre la Commissione europea ha annunciato nove azioni coordinate contro altrettante aziende di videogiochi. A muoversi è la rete CPC, che riunisce le autorità per la tutela dei consumatori dei vari Paesi. In Italia è l'Antitrust.
Le aziende sono Crytek, InnoGames, King, Mojang, Plarium, PLR Worldwide Sales, Riot Games, Supercell e Ubisoft. Detto così, non dice molto. Contano i giochi:
Sono giochi che in molte case italiane sono installati su almeno un telefono. Secondo le autorità, queste aziende potrebbero violare le leggi europee sui consumatori nel modo in cui vendono le monete virtuali.
C'è poi un fronte separato, aperto a inizio anno, contro Microsoft e Activision Blizzard per Call of Duty Mobile e Diablo Immortal. A guidarlo per l'Europa è proprio l'Antitrust italiano, insieme alle autorità di Norvegia e Danimarca.
Perché le monete virtuali sono il problema
Nei giochi "gratis" quasi niente si compra in euro. Prima compri gemme, diamanti o crediti. Poi con quelli compri l'oggetto. Questo passaggio in mezzo ha tre effetti, e nessuno va a tuo favore.
Le autorità europee chiedono cose semplici. Il prezzo vero deve essere chiaro prima di pagare. Non si deve essere costretti a comprare più monete del necessario. Va rispettato il diritto di ripensarci. E serve più attenzione verso i bambini. Sotto esame ci sono anche le impostazioni del controllo genitori che i giochi propongono di partenza e i messaggi rivolti direttamente ai più piccoli.
Cosa cambia da domani: per ora niente
Meglio dirlo chiaro. Non è una multa e non è un divieto. Le autorità hanno aperto un dialogo con le aziende. Se queste non correggono le pratiche contestate, ogni Paese potrà prendere provvedimenti per conto suo. Ci vorranno mesi. Nessuno ha ancora accertato una violazione.
Le monete virtuali e gli acquisti nei giochi restano legali. L'Europa non vuole vietarli, vuole che tornino a sembrare soldi veri. Nel frattempo i giochi restano come sono. Quindi tocca a te.
Cosa puoi fare stasera
Se in casa c'è un iPhone usato da un minore, Apple permette di far approvare ogni acquisto a un genitore. Sul tuo iPhone apri Impostazioni, tocca Famiglia e poi il nome di tuo figlio. Vai su App e siti web, poi Restrizioni, e attiva Chiedi di acquistare. In alcuni Paesi, per i minori di 18 anni, è già attivo di serie. Controlla comunque.
Su Android apri il Play Store, tocca l'icona del tuo profilo in alto a destra e cerca la voce Pagamenti e abbonamenti, poi Verifica acquisti. Fai in modo che ogni acquisto chieda impronta, volto o password. I nomi delle voci possono cambiare un po' da un telefono all'altro.
Questo passaggio conta più di quanto sembri. Google scrive nelle sue regole che di solito non rimborsa se l'account non era protetto da una verifica. Senza quel controllo, il rimborso diventa molto più difficile.
Se l'acquisto è già fatto
Il rimborso non è garantito. Ma chiederlo subito e con la verifica attiva aumenta molto le probabilità.
In una riga
L'Europa ha messo sotto esame i giochi che nascondono gli euro dietro gemme e diamanti, ma per ora nei giochi non cambia nulla. Intanto attiva l'approvazione degli acquisti sul telefono di casa: è l'unica protezione che funziona già oggi.
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