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Cubo Limiti

Il limite di velocità sul cruscotto, letto direttamente dal cartello

Hardware · in sviluppoNome provvisorio

Le auto nuove leggono i cartelli e ti mostrano il limite sul quadro strumenti. Tutte le altre no, e il navigatore del telefono spesso sbaglia. Cubo Limiti è un piccolo oggetto da lasciare sempre sul cruscotto: guarda la strada, riconosce i cartelli dei limiti di velocità e ti mostra quello in vigore, anche quando il cartello è ormai alle spalle.

È un progetto nato a ottobre 2026. Prima lo costruisco per la mia auto; se funziona bene, diventerà un prodotto.

Perché

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Legge il cartello vero

Le mappe dei navigatori spesso non sono aggiornate e non vedono cantieri, limiti temporanei e cambi recenti. Il cubo guarda la strada e si fida di quello che c'è scritto.

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Per le auto che non ce l'hanno

Il riconoscimento dei cartelli è di serie solo sulle auto recenti. Anche auto di fascia alta di qualche anno fa ne sono senza.

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Si accende con l'auto

Nessuna app da aprire e nessun telefono da sistemare sul supporto: è collegato alla presa USB e parte quando giri la chiave.

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Non registra niente

Non è una dashcam: guarda la strada ma non salva video. Niente schede di memoria da gestire e nessun problema di privacy.

Come funziona

1. Vede il cartello

Una piccola rete neurale, addestrata solo sui cartelli che contano, trova i limiti di velocità nell'immagine e ne legge il numero. Gira sul chip del cubo, senza internet.

2. Lo conferma

Un cartello vale solo se compare in più fotogrammi di fila: così si scartano quelli stampati sui camion o piazzati sugli svincoli.

3. Lo ricorda

Il limite resta sul display finché non arriva un cartello di fine limite, un limite nuovo o un incrocio. Queste regole sono scritte a mano, non decise dall'AI: se il cubo mostra 90 deve essere chiaro perché.

4. Ti avvisa

Con il GPS il cubo conosce la tua velocità e può avvisarti con un suono quando superi il limite.

Il nemico è il caldo

D'estate un cruscotto al sole arriva a 70-85 °C. Per questo il cubo non ha batteria (una batteria al litio al sole si gonfia ed è pericolosa) e vive solo del cavo USB-C dell'auto. Il sistema non scrive mai sulla memoria mentre lavora, così quando togli il quadro e la corrente sparisce di colpo non si rovina nulla. E il chip consuma circa 1 watt: un Raspberry Pi andrebbe in protezione termica dopo pochi minuti.

L'hardware

Il prototipo usa una Sipeed MaixCAM-Pro: fotocamera, schermo da 2,4 pollici, altoparlante e un chip con acceleratore per l'intelligenza artificiale, tutto su una scheda grande quanto un biglietto da visita. A questa si aggiunge un modulo GPS per la velocità. Il guscio verrà stampato in 3D.

Per la versione da produrre si valutano schede ancora più economiche e l'idea di riprogrammare dashcam già esistenti, che sono nate per stare in auto.

A che punto siamo

Fase 0 — Preparazione

in corso

Scelta dell'hardware, ordine del prototipo e primi video di prova girati sulle strade di Ragusa.

Fase 1 — Il modello al computer

da fare

Addestramento sui dataset pubblici di cartelli italiani ed europei, poi collaudo sui video veri.

Fase 2 — Il prototipo in auto

da fare

Il modello sul cubo, il display con il cerchio rosso e qualche settimana di prova sul cruscotto, anche sotto il sole d'estate.

Fase 3 — Verso il prodotto

se la fase 2 funziona

Hardware più economico, test di marcatura CE, costi di produzione e prezzo.

Il cubo è un aiuto alla guida: il limite di riferimento resta sempre il cartello stradale.

Ti interessa, hai un'idea o vuoi provarlo quando sarà pronto? Scrivi a info@it-ai.it.