Dal 27 settembre sai quanto dura quello che compri
Dal 27 settembre cambiano le regole su garanzie, riparazioni e aggiornamenti software. Arriva un'etichetta europea che dice quanti anni un prodotto è garantito a durare, quando il produttore ha il coraggio di scriverlo.
Sei in negozio davanti a due lavatrici quasi identiche. Una costa 380 euro, l'altra 520. Nessuno sa dirti quale delle due sarà ancora viva fra sei anni.
Da fine settembre, per alcuni prodotti, te lo dira' un'etichetta.
Il 27 settembre 2026 diventano applicabili le nuove regole del Codice del consumo introdotte dal decreto legislativo 20 febbraio 2026 n. 30, che porta in Italia una direttiva europea del 2024. Il decreto è già in vigore da marzo, ma le regole vere scattano tra poco più di un mese. Riguardano il modo in cui ti vendono le cose, e tre cambiamenti ti toccano davvero.
Un cartello che ricorda che la garanzia è di due anni
La prima novità è un avviso in formato unico per tutta Europa, che i negozi dovranno esporre in modo visibile — per esempio vicino alla cassa — e mostrare anche durante l'acquisto online.
Dice una cosa sola: ogni prodotto venduto nell'Unione Europea ha almeno due anni di garanzia legale.
Non è un diritto nuovo. Quei due anni esistono da tempo. Cambia che smette di essere un'informazione che devi conoscere per conto tuo: diventa un cartello che sta lì anche quando torni in negozio dopo quattordici mesi e qualcuno prova a dirti che "ormai è passato troppo tempo".
GARAN, l'etichetta che dice quanti anni
La seconda novità è un'etichetta europea chiamata GARAN. Ci trovi una spunta, il simbolo di un calendario con il numero di anni garantiti, un promemoria della garanzia legale e un codice QR per i dettagli.
Compare solo se il produttore, di sua iniziativa, offre una garanzia di durabilita' gratuita e più lunga dei due anni di legge. È un impegno vero: se il prodotto non regge per gli anni dichiarati, il produttore lo ripara o lo sostituisce senza farti pagare nulla.
Diciamo subito la parte scomoda: l'etichetta è volontaria. La maggior parte degli scaffali non l'avra'. Ma anche questa è un'informazione. Se su due prodotti simili uno espone GARAN con scritto "5" e l'altro non espone niente, sai che uno dei due produttori ci ha messo la firma e l'altro ha preferito non esporsi.
La parte che riguarda il tuo telefono
Qui c'è il pezzo più interessante per chi ha uno smartphone, un televisore smart o un computer.
Dal 27 settembre diventano espressamente pratiche vietate:
Se ti è mai capitato di aggiornare il telefono e sentirlo più lento il giorno dopo, hai capito perché questa riga conta.
Ricambi: quanto costano, e dove
Prima di comprare, il venditore dovrà dirti quanto è facile riparare il prodotto, tramite l'indice di riparabilita' europeo dove esiste già.
Dove quell'indice non è ancora previsto — ed è la maggioranza dei casi — deve comunque indicarti dove si trovano i pezzi di ricambio, quanto costano e se esistono istruzioni di manutenzione. È la domanda che nessuno fa mai in negozio e che spesso spiega da sola perché un elettrodomestico finisce in discarica a cinque anni.
E le scritte "green" sulle confezioni?
Stessa data, stessa logica. Diventano vietate le affermazioni ambientali generiche del tipo "ecologico" o "amico dell'ambiente" quando non sono dimostrate, e le etichette di sostenibilita' che non si basano su una certificazione controllata da terzi o stabilita da un'autorita' pubblica.
Tradotto: i bollini verdi che si è disegnato da solo il produttore dovranno sparire.
Cosa puoi fare
In una riga
Dal 27 settembre i negozi devono dirti quanto dura un prodotto, quanto costa ripararlo e se un aggiornamento lo peggiorera'. Non ti regalano diritti nuovi: ti tolgono le scuse per non usarli.
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